dot Terremoto Giappone: è allarme nucleare

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Oltre a causare almeno decine di morti e uno tsunami con onde alte fino a dieci metri, il terremoto di magnitudo 8,9 che venerdì mattina ha colpito il Giappone sta creando apprensione per gli effetti sulle centrali nucleari del paese. 

Due ore dopo il terremoto che ha colpito il Giappone alle 14:46 locali (06:46 in Italia) sfiorando il nono grado della scala Richter, si è verificata una serie di maremoti: la televisione giapponese sta trasmettendo in diretta le immagini di acqua e fango che spazzano via edifici, navi, automobili e colture nelle prefetture di Fukushima e Miyagi.

 

Le comunicazioni telefoniche attraverso le linee fisse o mobili sono pressochè impossibili nell'area di Tokyo, dove invece ha resistito l'infrastruttura Internet, tramite la quale la gente continua a scambiarsi informazioni in tempo reale sulla situazione di crisi seguita al sisma. I telefoni cellulari sono andati in panne mentre continuano a registrarsi scosse d'assestamento.

 

La radio pubblica Nhk fornisce il primo bilancio delle vittime: almeno 300 persone. L'ambasciata italiana a Tokyo non è ancora riuscita a contattare 28 italiani, dei circa tremila presenti in Giappone. Lo ha riferito l'ambasciatore d'Italia Vincenzo Petrone: 12 risiedono nella prefettura di Miyagi, 6 in quella di Ywate, 5 in quella di Aomori e 5 in quella di Fukushima. 

 

Ma l’apprensione è anche per l’allarme nucleare: l’agenzia atomica internazionale dell’Onu, Aiea, ha annunciato che le quattro centrali nucleari giapponesi più vicine all’epicentro sono state bloccate con successo e si stanno ora raccogliendo informazioni su quali Paesi e strutture nucleari possano essere a rischio per lo tsunami scatenato dal sisma.

 

Ma il governo giapponese ha dichiarato lo stato di emergenza per la centrale nucleare di Onagawa nella prefettura di Miyagi e ha fatto anche sapere che il processo di raffreddamento di uno dei reattori non sta procedendo come previsto, dopo che un inizio di incendio era stato segnalato in un edificio che ospita una turbina nella stessa centrale. 

 

C’è infine l’allarme tsunami. Secondo quanto stimato dall'Amministrazione nazionale oceanica e atmosferica degli Stati Uniti (Noaa), dal momento in cui è avvenuto il terremoto, le onde impiegheranno 12 ore a raggiungere gli Usa e 19 il Sud America: le autorità hanno raccomandato alla popolazione di allontanarsi dalle zone costiere e di rifugiarsi sulle alture più vicine.

di Giulia Angeletti
redazione@viveresenigallia.it
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