dot Brindisi: attentato alla scuola Morvillo Falcone, muore una 16enne

immagineTre ordigni rudimentali, costituiti da tre bombole di gas, sono state fatte esplodere sabato mattina davanti la scuola Morvillo Falcone di Brindisi.

Nell'esplosione, secondo quanto riferito dalle fonti investigative,  della bomba all'interno di un cassonetto lasciato davanti la scuola volutamente e azionato a distanza con un telecomando, è morta una studentessa di 16 anni Melissa Bassi ed un'altra è in gravissime condizioni. Sei giovani sono inoltre rimasti feriti.

Gli ordigni, posizionati sul muro adiacente la scuola, avrebbero provocato una violentissima esplosione che ha mandato in frantumi i vetri dell'istituto scolastico ma anche di alcune palazzine vicine e della saracinesca di un esercizio a un centinaio di metri dal luogo dell'attentato.

Il movente è ancora da accertare. Tante le ipotesi al vaglio degli investigatori che tra le principali si evidenziano la criminalità organizzata, la pista terroristica e il gesto isolato e sconsiderato di un folle. Gli inquirenti inoltre non escludono legami con un altro attentato avvenuto a Mesagne, la notte tra il 4 e 5 maggio, quando è stata danneggiata da una bomba la macchina del presidente dell'associazione antiracket. Tra l'altro sabato proprio a Brindisi era in programma il passaggio della carovana antimafia.

“Quanto accaduto è un atto gravissimo, un colpo al cuore dello Stato come se avessero ucciso per la seconda volta Giovanni Falcone e Francesca Morvillo”, dichiara la sorella del magistrato ucciso nella strage di Capaci Maria Falcone sottolineando però che questo non crea cedimento nel loro impegno. Intanto il capo dello Stato Giorgio Napolitano sta seguendo gli sviluppi delle indagini con apprensione e partecipe vicinanza ai familiari delle vittime, ai feriti e all'intera collettività brindisina. “Non daremo tregua ai responsabili di questa nefandezza- dichiara il Capo della Polizia Antonio Manganelli- Li prenderemo”.

di Sudani Scarpini
vivere.biz/sudaniscarpini

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Commenti

Francesco Buffa Designer
Non credo alla pista mafiosa, anche se tutto semplicisticamente sembra indicare la pista mafiosa, dal nome della scuola a tutta una serie di anniversari e di eventi che porterebbero infatti immediatamente a riconoscere una pista mafiosa. Al di la della possibile mente di un mostro che vorrebbe determinare morte per porre in essere la propria mostruosità, realtà incomprensibile che di fatto disgraziatamente esiste, la pista più credibile è quella politica, pertanto, nelle prossime ore o nei prossimi giorni sono certo che i veri criminali che hanno organizzato tanto orrendo schifo, dietro al quale sono convinti di essere ben nascosti, si presenteranno per raccoglierne i frutti, intesi come consenso popolare che permetterà una criminale affermazione. Questa “strategia della tensione” in Italia non è certamente la prima volta che si presenta con l’intensione di destabilizzare lo stato, di creare confusione, con l’intento di porre al comando dello Stato “certi uomini” che il popolo dovrebbe accettare per sconfiggere questi momenti di paura e di incertezza. Basterà ricordare piazza Fontana, piazza Della Loggia, la stazione di Bologna . . . . e si potrebbe continuare. Il momento storico che stiamo vivendo, è perfetto per manovre così vigliacche, basti pensare alla disoccupazione crescente, a stipendi e pensioni che non consentono di vivere con sicurezza, a tasse vessatorie che producono ogni giorno suicidi e le relative proteste che spaventano chiunque, mentre un gruppo di ricconi giocano al governo, “professori” che non hanno mai riempito un carrello della spesa, che non sanno quanto costa un litro di latte ecc. . . insomma, ci sono tutti gli ingredienti per accogliere l’uomo “forte” che non tarderà a presentarsi all’orizzonte, anche perché l’esito di queste ultime elezioni e il fatto che siamo alla vigilia dei ballottaggi, hanno suggerito a questi criminali di non perdere altro tempo. È solo questione di poco, le menti criminali travestite da agnelli, verranno fuori in tempi brevi, speriamo però che non creino nel frattempo altre vittime e che Dio ci protegga facendo cadere questi criminali in una trappola tesa da quella magistratura che da tempo corre il rischio di essere annientata da quei delinquenti che da tempo la insultano apertamente, tentando di distruggerla . . .
20/05/2012 10:28

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