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dot Russia: gruppo punk femminista rischia il carcere per preghiera anti-Putin

immaginePussy Riot é una band punk femminista conosciuta in tutta Russia. Fino a poco tempo fa le tre ragazze che compongono la banda andavano in giro con minigonne colorate, chitarre e bongos improvvisando concerti contro Putin e il potere. Una di queste esibizioni, sul sagrato della cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca, lo scorso 21 febbraio, è costato loro un arresto.

A suscitare l'ira del Cremlino e della Chiesa Ortodossa e' stata la performance fatta dalle tre rocker nella cattedrale di Cristo salvatore nella capitale russa, in particolare la dissacrante preghiera alla Vergine Maria affinche' rimuova Vladimir Putin dal potere. 

Da allora le componenti della band sono entrate nel mirino spietato della magistratura e della polizia, che, secondo le organizzazioni dei diritti umani, starebbe usando contro di loro la mano pesante. Una delle imputate, Maria Alekhina, si e' sentita male al terzo giorno di processo e cio', secondo il suo avvocato Nikolai Polozov, e' frutto dei maltrattamenti subiti in carcere. 

Alla prima udienza del processo, dopo aver dichiarato i propri nomi, date di nascita e luogo di residenza, le tre ragazze, Nadezhda Tolokonnikova, Yekaterina Samutsevich e Maria Alekhina, hanno fatto leggere una dichiarazione scritta a mano al loro avvocato, Violetta Volkova: ''Il nostro gesto e' stato un disperato tentativo di cambiare il sistema politico. Non avevamo intenzione di insultare le persone. Non pensavamo che la nostra esibizione punk avrebbe offeso qualcuno''.

Frattanto a Sebastopoli, porto in Crimea appartenente all'Ucraina ma abitato in larga misura da una popolazione russofona, un gruppo di attivisti anti-confessionali hanno tentato d'inscenare una performance a sostegno delle cantanti, molto simile a quella originale, nella Cattedrale di San Vladimiro.

 

di Giulia Angeletti
redazione@viveresenigallia.it


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