dot Hong Kong: continua la "rivoluzione degli ombrelli"

immagineHONG KONG - Migliaia di manifestanti hanno occupato la aree centrali di Hong Kong e si sono accampati davanti agli uffici governativi dopo che Pechino ha annunciato che permetterà lo svolgimento di elezioni dirette ma solo a partire di una lista ristretta di candidati scelti dal governo centrale.

La trafficata Nathan Road è deserta in queste ore dopo che le strade centrali di Hong Kong sono state completamente chiuse al traffico. Ad affollarla ci sono invece le migliaia di persone che hanno dato via al movimento di "Occupy Central" e che in questi ultimi giorni sono scesi in strada per protestare contro le ultime decisioni di Pechino . 

Secondo i manifestanti, infatti, queste metterebbero in serio pericolo la democrazia di Hong Kong, in quanto Pechino ha annunciato che le prossime elezioni dirette si svolgeranno come d'accordo nel 2017 ma i votanti potranno scegliere il loro rappresentante da lista pre-approvata dal potere centrale cinese. 

Una posizione che mina la democrazia di questa "regione amministrativa speciale cinese" che da quando è stata ceduta dalla corona inglese alla Cina ha goduto dello status di "uno stato con due sistemi". I due sistemi sono precisamente quelli cinesi e quelli occidentali che garantiscono agli abitanti della regione delle libertà non permesse dal governo centrale di Xi Jinping. 

Le paure dei manifestanti - riguardo ad un controllo sempre maggiore da parte di Pechino e della perdita della libertà d'espressione - si sono accentuante quando nel pomeriggio l'accesso ai maggiori social network (tra cui Instagram e Twitter) era stato bloccato.

I protestanti hanno inoltre chiesto le dimissioni del leader CY Leung, colpevole di aver portato Hong Kong alla crisi e per non aver ascoltato le proteste e le richieste dei propri cittadini. 

In questi giorni di occupazione, l'ombrello è diventato un vero e proprio simbolo del movimento di "Occupy Central": dopo che gli studenti lo hanno usato per ripararsi dai lacrimogeni lanciati dai polizziotti, questo onnipresente oggetto ha finito per rappresentare al meglio questo movimento tanto che gli stessi manifestanti hanno clonato il termine "la rivoluzione dell'ombrello". 

Anche se i polizziotti hanno per il momento lasciato le strade e lasciato quindi che i manifestanti potessero protestare liberamente per le strade di Hong Kong, la tensione resta alta insieme alla paura di possibili ripercussioni da Pechino che ha invitato alle forze straniere di rimanere fuori dalla questione. 

di Isabella Agostinelli
redazione@viveremarche.it
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