dot Siria: accordo Stati Uniti-Russia per cessazione delle ostilità entro una settimana

immagineI governi di Russia e Stati Uniti hanno raggiunto un'accordo per fermare le ostilità in Siria entro una settimana e inviare subito aiuti umanitari alle varie città sotto assedio.

L'intesa è stata trovata giovedì notte a Monaco di Baviera dall’International Syria Support Group (ISSG), formato dalle delegazioni di 17 paesi tra cui l'Italia. L'annuncio del raggiungimento dell'accordo è stato dato congiuntamente dal segretario di stato statunitense, John Kerry, e dal ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov.

Il testo non prevede un vero e proprio "cessate il fuoco", ma un processo che dovrebbe portare nel giro di una settimana, se tutto va bene, alla fine dei combattimenti. Lo stop ai bombardamenti non si applica allo Stato Islamico e al Fronte al Nusra, il gruppo che rappresenta al Qaida in Siria.

Si tratta quindi di un accordo piuttosto fragile e ancora tutto sulla carta, anche perchè molto dipende da cosa faranno il regime di Assad e i ribelli siriani. Il governo di Damasco, che grazie al supporto dei raid aerei russi ha recentemente ottenuto importanti successi militari nella battaglia di Aleppo, non ha ancora annunciato ufficialmente se intende rispettare l'accordo.

Il presidente siriano Bashar al-Assad, in un'intervista rilasciata all'agenzia Afp poche ore prima del raggiungimento dell'accordo, ha detto che il suo esercito tenterà di riconquistare l'intera Siria "senza alcuna esitazione". "Noi crediamo fermamente nei negoziati, tuttavia, se negoziamo, non significa che fermeremo la lotta al terrorismo. Le due strade sono inevitabili in Siria", ha spiegato Assad.

Poco convinti dell'accordo anche i ribelli siriani. L'Alto consiglio dell'opposizione siriana, la delegazione che riunisce alcuni dei principali gruppi ribelli, ha salutato con favore il raggiungimento dell'intesa, ma ha anche detto che non crede che la Russia terrà fede alla propria parte dell'intesa. Lavrov ha già detto che la Russia non fermerà i bombardamenti finchè la fine delle ostilità non coinvolgerà anche Isis e al Nusra. I rappresentanti dei ribelli hanno detto di voler attendere azioni concrete su campo: solo allora potrebbero riprendere i colloqui di pace mediati dall'Onu a Ginevra.

di Marco Vitaloni
vivere.biz/marcovitaloni

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